This Is England

Inghilterra, 1983. Il dodicenne Shaun, vittima di bullismo a scuola e orfano del padre morto durante la guerra delle Falklands, trova rifugio e una via d’uscita da una vita solitaria e da perdente in un gruppo di giovani skinhead. Lontano dai ragazzi della sua età, Shaun viene praticamente adottato, e plasmato secondo le regole del gruppo. L’ideale skinhead, tuttavia, non è estremizzato: si manifesta nei vestiti, nella musica che i componenti ascoltano, ma non c’è alcun politicismo a muovere questo gruppo di ragazzi che girano con pantaloni stretti, camicie Ben Sherman e Dr. Martens.
A sconvolgere la situazione è Combo, ex galeotto e amico di Woody, il capo-banda. Mosso da una rabbia animalesca, questi appoggia il movimento razzista-nazionalista del National Front inglese, spingendo gli altri componenti del gruppo a seguirlo. La banda si dividerà, e Shaun deciderà di seguire Combo per vendicare la morte del padre. Il susseguirsi di avvenimenti porterà ciascuno dei protagonisti ad una maturazione sociale che la crisi economica e il governo Thatcher andavano piano piano uccidendo.
Forte di una colonna sonora “with the scrachtc”, This Is England racconta uno spaccato della società inglese degli anni ’80, mostrandosi ancora oggi attuale ed evidenziando le ragioni che hanno mosso i riots inglesi dello scorso agosto. Uscito in Italia cinque anni dopo la sua proiezione al Festival Internazionale del Film di Roma (2006), dove si aggiudicò il Premio speciale della giuria, premiato inoltre al Festival di Mons nel 2008 e in patria ai BAFTA’s (2008) e al British Independent Film Festival (2006), This Is England conferma il regista Shane Meadows, dopo Once Upon a Time in England, come il nuovo “primo” Ken Loach.

Fargo

Fargo, USA, 1996
Regia: Joel Coen
Con: William H. Macy, Peter Stormare, Steve Buscemi, Frances McDormand

Se prendete un atlante qualunque, e cercate la cartina degli Stati Uniti d’America, scoprirete che Fargo è una piccola cittadina che si trova nel freddissimo e remotissimo Stato del Nord Dakota. Peccato, però, perché come si potrebbe facilmente credere, non è questo il luogo dove è ambientata questa imperdibile pellicola della premiata coppia Joel & Ethan Coen (il primo alla regia, il secondo nella veste di sceneggiatore e produttore). La storia, infatti, si svolge tra Minneapolis e Brainerd (Minnesota) ma è a Fargo che viene concluso l’’affare’ attorno al quale ruota tutto il film.

Jerry Lundegaard (William H. Macy) è un venditore di automobili con alle spalle diversi problemi economici. Per fronteggiarli, decide di contattare due malviventi locali, Gaear Grimsrud (Peter Stormare) e Carl Showalter (Steve Buscemi), e di inscenare con loro il (finto) rapimento della moglie. L’idea è quella di chiedere un grande riscatto al suocero, proprietario, tra l’altro, dell’autosalone dove Jerry lavora, e di dividere in seguito il bottino con i due criminali. Un lavoro facile e con pochi rischi, in teoria, che si trasforma però in una trappola micidiale per tutti i protagonisti: durante il rapimento qualcosa va storto e la storia prende improvvisamente una piega inaspettata. Sul caso viene chiamata a investigare Marge Gunderson (Frances McDormand), capo della polizia di Brainerd, che in poco tempo riuscirà a regolare, con fermezza e abilità, l’intera vicenda.

I fratelli Coen sono ancora una volta maestri nell’inserire il loro umorismo nero in una storia tragica e a tratti surreale, e di nuovo abilissimi nel far emergere con poche mosse i tratti principali dei loro personaggi: la totale inettitudine di Jerry, l’ignoranza e la cattiveria gratuita di Carl e Gaear, la semplicità e l’efficacia di Marge.

Il film ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, tra i quali spiccano due Oscar (nel 1997) per la migliore sceneggiatura originale e per la miglior attrice protagonista (Frances McDormand).

Cane Di Paglia

Cane Di Paglia, USA, 1971
Regia: Sam Peckinpah
Con: Dustin Hoffman, Susan George, Peter Vaughan, David Warner

Tratto dal romanzo “The Siege of Trencher’s Farm” di Gordon Williams, Cane di paglia è il sesto film del regista statunitense Sam Peckinpah. Sebbene molto controverso e discusso, sia dalla critica che dal pubblico, è stato da molti considerato un piccolo capolavoro.
Il professore di matematica David Summer (Dustin Hoffman), americano, si trasferisce con la moglie Amy (Susan George) in un piccolo villaggio della Cornovaglia per intraprendere alcuni studi. Completamente risucchiato dal lavoro, David trascura il rapporto con la moglie, che allo stesso tempo diventa l’oggetto dei desideri di alcuni loschi abitanti del paese. Due di questi, dopo aver tratto in inganno il professore invitandolo ad una fasulla battuta di caccia, riescono ad introdursi nella sua casa e ad abusare di Amy. Pur non confessando l’accaduto, la donna comincia a provare risentimento verso David e ciò contribuirà a minare il delicato equilibrio mentale del professore: da timido e impacciato (un cane di paglia, appunto), egli si trasformerà in un vero e proprio genio del massacro quando alcuni abitanti del villaggio cercheranno, senza successo, di assaltare la sua abitazione.
Un film duro, cha fa della violenza umana e dello stupro un tema centrale e di cui colpisce la straordinaria abilità degli attori.

Il Pasto Nudo di David Cronenberg

Chissà quale sostanza stupefacente consentì a David Cronenberg, nel lontano 1991, di trasformare in un film il romanzo Pasto nudo dello scrittore statunitense William S. Burroughs (quello molto amato da Kurt Cobain, per capirci). Sicuramente qualcosa di molto potente ed efficace, perché il risultato è un’opera ad alti contenuti deliranti, dove la barriera tra realtà e finzione va progressivamente assottigliandosi fino a scomparire.
La trama è più o meno questa: siamo a New York, nel 1953, e Bill Lee, aspirante scrittore, fa l’ammazzascarafaggi per tirare a campare. Dopo aver ucciso involontariamente la moglie tossicodipendente, è convinto da misteriosi extraterrestri a rifugiarsi nella enigmatica Interzona. Qui, in preda alle più disparate paranoie e sotto l’effetto di molteplici droghe, Bill si ritrova suo malgrado coinvolto in complotti orditi da strani esseri provenienti da un altro pianeta.
Da segnalare la magistrale interpretazione di Peter Weller (nel ruolo di Bill) e la colonna sonora dal taglio jazz curata da Howard Shore.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: