Mogwai – Young Team

Formatisi nel 1995, i Mogwai sono una band scozzese originaria di Glasgow. Vengono generalmente collocati tra i gruppi post-rock e, anzi, secondo alcuni, possono essere considerati dei veri e propri alfieri di questo genere. Autori di brani quasi totalmente strumentali, limati a volte da rare incursioni vocali, hanno all’attivo ben otto album registrati in studio e durante la loro lunga carriera hanno saputo influenzare numerose altre band, tra i quali ricordiamo i nostri Giardini di Mirò e gli americani Explosions in The Sky. La line-up attuale prevede Stuart Braithwaite (chitarra e voce), Dominic Aitchison (basso), Martin Bulloch (batteria), John Cummings (chitarra) e Barry Burns (tastiere, chitarra, voce).
Nonostante Hardcore Will Never Die, But You Will, loro ultimo lavoro, sia uscito proprio quest’anno (che, ahinoi, volge lentamente all’epilogo), noi di Cluster Magazine abbiamo deciso di proporvi Young Team, la loro opera prima. La ragione di questa scelta è semplice: questo disco è una vera e propria pietra miliare nel suo genere, epocale nell’impatto ed emblematico nel risaltare l’imprevedibilità e l’istintività, veri marchi di fabbrica della band. Registrato nell’estate del 1997, è composto da 10 brani, ciascuno dei quali è portatore di un alto e nobile messaggio musicale. Dovendo scegliere, tuttavia, il plauso più convinto va direttamente alle prime tre tracce dell’album: Yes! I Am A Long Way From Home, dove il giro di basso e l’arpeggio iniziale accompagnano chi ascolta alla pacata esplosione finale; Like Herod, che un piccolo viaggio di dieci minuti, dove succede di tutto e dove calma e tempeste si alternano sapientemente; Katrien, dove ogni emozione si trasforma necessariamente in chitarre distorte al punto giusto.
Quindi, date retta a noi e fate così: rimediate Young Team. Poi infilate le cuffie, aprite una finestra e affacciatevi su una di queste ultime giornate d’autunno. Scoprirete un lungo abbraccio fatto di note, caldo e irrazionale, volto a farvi scoprire nuovi particolari.

Stand up – Dave Matthews Band

“Stand up”! e andate nel negozio di dischi più vicino per assicurarvi questa “chicca” della musica rock. La Dave Matthews Band riesce nel 2005 con questo album (l’ultimo che vedrà la partecipazione del sassofonista Le Roi Moore, tra i fondatori della band, morto durante la registrazione del seguente album Big Whiskey and the GrooGrux King). Piazzatosi subito alla numero uno della classifica Billboard, Stand Up conferma il suono e le melodie originali della band che in questo album torna alle origini, concedendosi vere e proprie improvvisazioni a far da raccordo tra un brano e l’altro. Quattordici pezzi avvolgenti e trascinanti grazie alla dirompenza del suono della DMB e della voce inconfondibile di Dave J. Matthews, tra i quali ricordiamo “Dreamgirl”, “American Baby” e “Hello Again”. Noi di Cluster Magazine stiamo in fissa, e voi?

Nirvana – Nevermind

Chiunque si consideri un discreto ‘ascoltatore di musica’ avrà sicuramente a casa o nella memoria del PC questo disco, considerato il masterpiece della band di Seattle. Ma il 24 settembre 2011, il suddetto ha compiuto vent’anni e la ricorrenza è stata accompagnata dalla pubblicazione di due nuove versioni (Deluxe Edition e Super Deluxe Edition). Per questo, noi di Cluster Magazine, ve lo riproponiamo. Nevermind, pubblicato dalla Geffen Records nel settembre del 1991, è il primo album dei Nirvana che vede impegnato alla batteria Dave Grohl. È annoverato tra i maggiori prodotti della musica grunge, ha venduto 25 milioni di copie e nel 1992 riuscì addirittura a scalzare dalla prima posizione della classifica Billboard l’album Dangerous di un certo Micheal Jackson. Non vi basta? Bene. È composto da dodici brani (più uno bonus) tutti caratterizzati da struttura e melodie pop, corrette però da sonorità aggressive e griffati per sempre dall’ineguagliabile voce di Kurt Cobain. Tra le tracce più significative ricordiamo Smells like teen spirits, Come as you are, Lithium e Drain you, che furono impeccabilmente accompagnate dalla produzione di videoclip che contribuirono enormemente al successo planetario del disco. La versione Deluxe comprende, oltre al CD originale, un b-side con alcuni singoli estratti e cinque brani dal vivo, più un altro CD che contiene le sessioni della band in alcuni studios. La super Deluxe Edition, invece, è arricchita di altri tre dischi: uno contenente alcuni remix, e poi il Live at the Paramount, presente sia in versione audio che in DVD.

Ed ecco a voi Spencer Elden, il bambino della copertina, 20 anni dopo.

Death Cab for Cutie – Plans

I Death Cab for Cutie, band indie-rock americana formatasi a Bellingham, Washington, nel 1997, non hanno certo bisogno di presentazioni. Composta da Ben Gibbard, Chris Walla, Nicholas Harmer e Jason McGerr, si afferma nel 2003 con l’album Transatlanticism, per poi consacrarsi definitivamente con Plans (47 settimane consecutive nella classifica Billboard!). In questo album, con la band al massimo della sua vena ispiratrice, troviamo riff al graffio, arpeggi celestiali e brani notevoli come Summer Skin, Your Heart is an Empty Room e Brothers on a Hotel Bed.

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