Vita da squatters a Berlino Est

di Emiliano Jatosti

Sono passati solo ventidue anni dalla caduta del muro, ma Entrare a Berlino Est ancora oggi è un’esperienza particolarmente intensa. Certo, il radicale rinnovamento di cui si fa portavoce la capitale tedesca è oggi assolutamente tangibile, anche in quella parte della città ancora oggi caratterizzata dal grigiore degli imponenti palazzi socialisti. Tuttavia, un muro invisibile separa ancora la due città. Sicuramente dal punto di vista sociale. Oggi Berlino Ovest, come allora, continua ad essere la residenza della borghesia ricca e colta e ciò è facilmente percepibile dai palazzi ottocenteschi pregevolmente restaurati e dai locali di design in cui si può ascoltare del buon jazz. Berlino Est è invece un cantiere aperto, una creatura camaleontica che sfugge a qualsiasi etichetta: gli imponenti stabili di Friedrichshain, di quasi trenta piani, eretti negli anni ’50 e ’60 come simbolo della potenza politica dell’ex Unione Sovietica, oggi sono intervallati da piccole casupole occupate principalmente da squatter , da writers, e da artisti squattrinati di ogni genere e parte del mondo, che hanno trovato in questa babele colorata la loro residenza perfetta per un’esistenza semplice e creativa. Quelle che trovate di seguito sono alcune foto scattate tra la Karl Marx-Allee e Liebigstraße.

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